Perché ORYGO?

La risposta è già dentro il nome.

Ce lo chiedono spesso, ed è una domanda giusta. La risposta è già dentro il nome.

ORYGO viene dal latino origo: origine, il punto da cui tutto comincia. Non l’abbiamo scelto solo per il suono, anche se quel suono, breve e solido, ci piaceva. L’abbiamo scelto perché descrive esattamente il nostro modo di lavorare. Ogni progetto, per noi, parte da un’origine: non dalla tecnica, non dall’attrezzatura, ma dalla storia di chi abbiamo davanti. Chi sei, da dove vieni, cosa ti rende riconoscibile. Prima ascoltiamo, poi accendiamo le luci.

Anche le lettere raccontano qualcosa. Le due O che aprono e chiudono il nome sono cerchi: gli obiettivi fotografici, ma anche un percorso che si chiude, si parte dall’ascolto e si torna con qualcosa in più di un’immagine. La Y, al centro, è un bivio, una scelta di campo: il racconto vero contro l’immagine costruita, la profondità contro la velocità. E go, andare, è movimento: dall’origine verso il futuro, con radici salde e lo sguardo in avanti.

C’è poi l’elefante, nel nostro logo. È l’animale che non dimentica, un custode di memoria. Esattamente come vorremmo che fossero le immagini che realizziamo: non contenuti usa-e-getta, ma qualcosa che nasce dall’ascolto e resta nel tempo.

Ecco perché ORYGO. Un nome che significa origine: la prima cosa che cerchiamo in ogni progetto, e l’ultima che resta.